Grazie assai!

don 3La testimonianza della U.S.Monari durante i funerali di don Dorval:

"Ciao don … e grazie infinite di tutto, o come meglio diceva lei: grazie assai!

Un grazie a nome di quei tanti bambini, ragazzi, giovani, e anche adulti di questo quartiere (e oggi qui credo ce ne siano tanti) ai quali lei ha voluto riservare uno spazio, all’interno di questa parrocchia, per giocare, per praticare sport, semplicemente per stare insieme.

Strano! Proprio lei chi di sportivo non aveva proprio nulla:

non l’ho mai vista tirare un calcio ad un pallone

non l’ho mai sentita interessarsi ad un risultato di qualunque squadra di calcio

nemmeno, e viste le sue qualità fisiche di statura … ci poteva anche stare, tirare due colpi a canestro

 

Eppure… sin dall’inizio della sua missione in S.Teresa (dal 1966) ha voluto fortemente la realizzazione di un campo da calcio, di una pista su cui giocare a pallavolo, ha voluto far mettere due canestri nel parcheggio della Chiesa e, più di recente, ha voluto adeguare la sede della società sportiva con una struttura più funzionale rispetto alle nuove esigenze.

 

Perché tutto questo interesse per lo sport?

Prima di lasciare il suo mandato come parroco, in uno dei suoi tanti (e lo dico con affetto) “sermoni” con cui ci sequestrava nel suo ufficio … (c’è chi è cresciuto a “pane e nutella”, io come tanti qui, siamo cresciuti a suon di “somarone … da bravo … non azzeccandone mai una giusta"), mi ha regalato un libro dal titolo “Sportivi, uomini veri”.

 

Forse la risposta è proprio qui …

Credo che uno dei suoi maggiori meriti sia proprio quello di aver cresciuto donne e uomini veri, ciascuno con la propria umanità, con pregi e difetti, forze e fragilità, e quello che ha cercato di trasmetterci attraverso lo sport era proprio questo: non è fondamentale farne dei campioni, piuttosto far comprendere ai ragazzi che frequentano il campo o la palestra, che gli si vuole bene… così come sono!

Non si costringe i ragazzi a “credere” in Dio per giocare: li si fa, semplicemente, giocare!

Non si impone una morale o un sapere: gli si vuole bene!

 

Tante volte lei ci ha tuonato: Chi dice di amare Dio che non vede, ma non ama il prossimo che vede, è un ipocrita.

 

E per ultimo. Il nome che lei ha scelto per la nostra società sportiva: DON ELIO MONARI.

 

Don Elio è stato un suo amico … un uomo, un sacerdote libero, coraggioso e giusto.

E noi ci vantiamo di portare il suo nome in ogni competizione.

Uno dei nostri giovani atleti, durante una lezione a scuola in cui si parlava di don Elio Monari, rivolto alla maestra le ha detto, anche in maniera compiaciuta: “Maestra: io Don Elio lo conosco!” … scambiandola per lei, caro don.

Al ragazzino glielo abbiamo spiegato meglio … ma il suo spessore, don, è certamente paragonabile a quello di un grande uomo.

Da oggi, ogni partita della Don Elio Monari potrà guardarsela da lassù, vigilando sempre che tutti noi proseguiamo con la tenacia, la forza e la volontà che lei ci ha insegnato: “schiena dritta e mai paura

 

Grazie tante don"